Il primo si è chiuso 2 giorni fa a Okinawa, quando scacciati dall’isoletta dalla gita scolastica siamo approdati su Okinawa appunto e siamo riusciti ad affittare una macchina, più per giustificare la patente internazionale che mi era costata una sessantina di euro, che perché fossimo davvero persuasi che ci fosse molto da vedere (a dire il vero mi era già servita per noleggiare il motorino che ci ha portati a vedere ben 3 isole in 3 ore). E in effetti girando quasi mezza isola abbiamo constatato che da vedere c’è proprio solo l’acquario che è bellissimo, il più bello che abbia mai visto, con un numero di pesci incredibile.
Squali, squali- balena, quelli enormi che saranno pure inoffensivi ma se mai li vedessi in mare ti prenderebbe un tal coccolone …
Squali, squali- balena, quelli enormi che saranno pure inoffensivi ma se mai li vedessi in mare ti prenderebbe un tal coccolone …
E poi le mante enormi e inquietanti, le razze elegantissime, le murene bruttissime e tutti i magnifici pesci della barriera corallina che abbiamo visto dal vivo e non siamo riusciti a fotografare ( ma qui non ci sono scappati).
Ho anche provato l’emozione di guidare in un paese con la guida a sinistra, con il tergicristallo che mi partiva ogni volta che volevo mettere la freccia, ma con l’aiuto di una tesissima Valeria tutto è andato bene.
E siamo tornati a casa, beh non proprio ancora a casa ma nello stesso hotel di Tokyo in cui avevamo trascorso i primi giorni. Ci siamo però un po’ sentiti a casa, conoscevamo praticamente tutto, la metropolitana non ha più segreti (per Valeria almeno), riusciamo a muoverci per le vie di Shinjuku quasi senza guardare la cartina. E vi assicuro che dopo 20 giorni di continui cambiamenti, di quella insicurezza notturna quando per andare in bagno non sai mai se buttando giù i piedi troverai le pantofole o batterai una craniata nel muro, tornare in un luogo conosciuto è un bel sollievo.
E adesso si sta chiudendo l’anello principale; sto scrivendo il blog sul volo che ci porta a Dubai da dove (per fare un po’ il figo) cercherò di “postare” il mio forse ultimo scritto (ma poi non ci sono riuscito il wireless è gratis, ma lentino).
Facciamo un po’ di bilanci.
Facciamo un po’ di bilanci.
Il Giappone è un paese dell’altro mondo, perché qui è tutto diverso, non capisci quasi nulla, quasi nessuno ti capisce. Ma tutto è abbastanza facile (se fai il turista normale è facilissimo). Se ti avventuri appena fuori, le cose si complicano un po’ ma la cortesia dei giapponesi ti aiuta sempre, non capisci niente ma alla fine riesci a fare quello che desideri.
E allora parliamo di questi giapponesi (con la sicurezza di cadere nei luoghi comuni). Iniziamo col dire che sono tanti, se non parti da questo punto non capisci proprio niente. Non capisci perché, per fare una cosa che da noi mediamente fa una persona sola, loro ce ne mettono almeno 5. Ma Franco, che li conosce bene perché ha lavorato con loro per tanti anni, me lo aveva detto un bel po’ di anni fa, mi ero stupito ma venendo qui me ne sono ricordato. E allora oltre alle decine di macchinette per vidimare il biglietto del metro, c’è un bugigattolo sempre presidiato da 2 persone e normalmente ce n’è una terza fuori per ogni evenienza. D’altra parte un imbranato che crea un ingorgo davanti alle obliteratrici nelle ore di punta può creare un ingorgo di persone (non di auto) che esce dalla stazione. Uno dei primi giorni passeggiavo su un ampio marciapiede su cui c’erano dei lavori e il traffico pedonale veniva deviato: oltre agli operai c’erano 4 addetti (uno per ogni angolo retto che dovevi fare in quei 15 metri) e un supervisore. Oltre ad essere tanti sono cortesissimi (almeno con i turisti, tra loro penso che siano come tutti). Ma non parlano inglese (esclusi gli addetti degli hotel) ma quando lo parlano è ancora peggio. Perché la strana lingua che viene fuori è proprio il contrario del gramelot (che suona inglese ma non vuol dire una cippa); questa non suona per niente inglese, loro vogliono spiegarti alcune cose che tu però non capirai mai.
Classificare più di 120 milioni di anime è operazione stupida, ma qualche sensazione voglio darvela. Iniziamo con le donne, argomento su cui mi sento più ferrato.
Sono tantissime, le vedi dappertutto, da sole e spesso in compagnia tra loro. Le ragazze sono spesso in divisa scolastica con gonne normalmente molto corte, calzettoni e mocassini (proprio come nei manga). E le gonne rimangono corte anche quando le donne crescono, i mocassini lasciano il posto a scarpe con tacchi spesso altissimi e visto che hanno normalmente le gambe storte, le vedi frequentemente camminare con difficoltà. Mia madre diceva a mia sorella (quando le faceva le trecce) se bella vuoi divenir un poco devi soffrir, e da queste parti mi sembra che facciano molti sacrifici. Sono normalmente curatissime, spesso magrissime ( qui di tette neanche l’ombra), con ciglia finte lunghissime, una carnagione bianco-latte (l’ombrello viene usato tantissimo sotto il sole, non solo dalle vecchiette, ma dalle giovani signore in carriera, anche quando vanno in bici).
Sono tantissime, le vedi dappertutto, da sole e spesso in compagnia tra loro. Le ragazze sono spesso in divisa scolastica con gonne normalmente molto corte, calzettoni e mocassini (proprio come nei manga). E le gonne rimangono corte anche quando le donne crescono, i mocassini lasciano il posto a scarpe con tacchi spesso altissimi e visto che hanno normalmente le gambe storte, le vedi frequentemente camminare con difficoltà. Mia madre diceva a mia sorella (quando le faceva le trecce) se bella vuoi divenir un poco devi soffrir, e da queste parti mi sembra che facciano molti sacrifici. Sono normalmente curatissime, spesso magrissime ( qui di tette neanche l’ombra), con ciglia finte lunghissime, una carnagione bianco-latte (l’ombrello viene usato tantissimo sotto il sole, non solo dalle vecchiette, ma dalle giovani signore in carriera, anche quando vanno in bici).
Gli uomini (sull'argomento non sono ferratissimo) li vedi prevalentemente il mattino presto tutti con il vestito nero, al massimo blu scuro, la camicia sempre bianca e la cravatta ,riversarsi per le strade e andare in ufficio e la sera aggirarsi dopo le 8 per farsi una birra, rigorosamente tra colleghi. Le coppiette, rare e molto poco appiccicate, sembrano confinate al periodo universitario. Valeria notava che in giro c’è un certo numero di coppie “miste” lei giapponese e lui occidentale e solo pochissime viceversa , che voglia dire qualche cosa?
Gli anziani: si sa sono tantissimi. Molti lavorano fino a età imprecisate anche se ufficialmente vanno in pensione a 65 anni. E li vedi nei campi e negli orti a zappettare sotto un sole cocente, ma anche in città a fare spesso lavori umilissimi. Ma ci sono anche numerosissime comitive di allegre per lo più vecchiette, che visitano i templi e le zone turistiche. Magrissime, magari piegate in due ma arzillissime, sembra che si debbano rompere da li a poco, ma forse cederai tu mooolto prima.
Insomma il Giappone è un paese bruttino con dei posti stupendi ( con un terremoto” ogni 3 per 2”, non è che abbiamo investito moltissimo nella bella casa, e di case antiche, esclusi i monumenti ce ne sono davvero pochine).
E’ un paese intrigante perché vai proprio in un altro mondo con una presenza di turisti occidentali direi trascurabile (per altro tutti concentrati sui siti segnalati dalla Lonely).
Non è dispendioso, facendo un po’ di attenzione non abbiamo mai speso più di 90 euro per dormire in 2, e raramente abbiamo speso più di 25 euro a testa per cenare ( e il pranzo viene via con molto meno, diciamo 5-8 euro a testa). I trasporti carissimi, è vero, ma con il JR pass per il treno (che devi fare in Italia) e i biglietti giornalieri per metro o bus a seconda della città, sono affrontabili. Affittare una macchina è facile se la riporti dove l’hai presa, guidarla un po’ meno (le strade sono strette) ma se ce l’ho fatta io…
Dimenticavo: il cibo!
E' molto vario e trovi di tutto dappertutto (ma scordati il dessert, qui semplicemente non esiste). Da noi si conosce praticamente solo il sushi, ma mangiano le cose più strane, normalmente buone e molto curate. E se per te non è un problema fare colazione alle 7.30 con pesce arrosto freddo, riso, verdurine amare (che Valeria usava per “aprire” lo stomaco quando eravamo sull’isoletta) e brodino (il buon miso)…. allora è fatta!.... Visit Japan!
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| La nostra colazione delle 7 del mattino |



