domenica 26 settembre 2010

Quando uno se le va a cercare....

e noi raramente ci tiriamo indietro.  E così nell'ormai lontano giugno, Valeria, leggendo la Lonely Planet che tante vittime ha fatto, ha scoperto che a Takayama c'era un tempio buddista che offriva ospitalità a prezzi contenuti. Una rapida ricerca su internet e scopriamo che non sono i soli in Giappone, un po' come le foresterie dei nostri conventi. Oltretutto i bravi monaci hanno prontamente risposto alla mail in ottimo inglese e così prenotammo. Arrivati ieri a Takayama ,dopo aver viaggiato con una coppia di simpatici  milanesi buddisti che però andavano a dormire in Ryokan da qualche centinaio di euro a notte, abbiamo raggiunto il nostro tempietto effettivamente in un' ottima posizione. 

E ci ha accolto un devoto anglosassone (ma oggi alla reception c'era un vero monaco!) che ci ha illustrato usi e costumi locali. In pratica di fianco alla sala del tempio hanno ricavato una serie di stanze un po' dappertutto (la più caratteristica è quella detta del Budda, di fianco all'altare divisa dal tempio solo da un basso paravento). Noi siamo invece in un' ottima stanza che dà sul giardinetto interno, dotata di 2 futon duretti spessi non più di 5  cm. e una serie di chiodi un po' dovunque dove appendere il vestiario.

Le scarpe si lasciano nella rastrelliera all'ingresso e si utilizzano una serie di pantofole dall'aria ( e non solo di aria si tratta) assai vissuta. Lo stile  globale è un po' quelli dei rifugi alpini anni 80, servizi in comune, 2 docce per una trentina di  ospiti e quell'odore di varia umanità che ti fa sentire un vero backpacker. Le pareti sono di carta (ma di carta per davvero) e così se ti soffi il naso svegli almeno 15 persone.

A parte tutto, il tempietto offre un mucchio di servizi: una lava asciugatrice di dimensioni generose, un' ampia cucina attrezzata dove puoi cucinare quello che vuoi (noi ci siamo comprati latte e biscotti per una colazione come si deve senza miso, rafano e altre squisitezze) e  il collegamento wifi dappertutto. E infatti sto scrivendo queste notiziole scomodamente seduto per terra, appoggiato ad una trave di legno che mi sta entrando a poco a poco nella schiena con il pc su un tavolinetto alto 20 cm. dal suolo.
A parte tutto ci stimo per davvero divertendo  anche se Valeria dorme con il pile perchè qui il clima è freddino e con le pareti di carta....
 Takayama è proprio carina, circondata da boschi verdissimi, con un paio di vecchi quartieri che hanno conservato un certo fascino malgrado il turismo. E fanno un buon sakè che a me caldo proprio non piace ma bevuto freddo ha un suo perchè, sopratutto bevuto dopo una buona bistecca di manzo di Hida (così si chiama questa valle).
E' un po' grassottella ma vi assicuro che mangiata alla piastra come abbiamo fatto stasera è un'esperienza sensoriale indimenticabile...

Oggi siamo andati in bus a Shirakawa-go, ancora più nelle valli, dove si conservano una serie di case tradizionali con il tetto di paglia (teniamo conto che da queste parti d'inverno scendono dai 5 ai 7 metri di neve e i tetti di paglia bisogna saperli fare altrimenti viene giù tutto).

Per i miei amici scout il trionfo della legatura quadra con qualche legatura diagonale di tutto rispetto

 Qui a pranzo si mangia "la qualsiasi" come direbbe mia figlia, accattato in bugigattoli che si affacciano sulle strade più affollate ma dopo una serie di palline di colla ("pardon" di farina di riso), una crocchetta di patate, cipolle e carne non avrei mai pensato di mangiare il più buon pomodoro della mia vita. Venduti da una vecchietta che li coltivava lì affianco abbiamo mangiato 2 pomodori come non ne avevo mai trovati.

1 commento:

  1. penso che la vita da monaco buddista non farebbe proprio per te..non mi sembri molto zen!ma hai fatto colazione seduto a terra nella posizione del loto? :D

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