Si, perché ieri sera intorno alle 21.30, dopo aver:
- cenato
- fatto lo struscio in paese
- bevuto il cicchettino
- …
Ma andiamo con ordine. Siamo partiti domenica mattina da Hiroshima: destinazione ignota, ovvero un'ignota isoletta nell' arcipelago Kerama a sud ovest dell'isola di Okinawa (si proprio quella zeppa di basi militari americane che non si schiodano anche se i giapu è da un po' che li vogliono cacciare). L'isola si chiama Aka-jima scovata forse da Valeria sulla LP e confermata da un paio di blog come posto lontano da tutto e da tutti in un mare incantevole con gente cordiale e gentile. E allora arrivati in Aeroporto chiediamo al Tourist Office (lì di solito un po' di inglese lo parlano!) come raggiungere l'isoletta. La solita cortesissima signora consulta e scopre che l'ultimo traghetto sarebbe partito da lì a 3 quarti d'ora, che forse avremmo potuto prendere un taxi ma che…. Insomma riusciamo a farci dare la lista delle "accomodation" (tutta in giapponese,) a farci scrivere il nome del porto su un foglietto e a fiondarci sul taxi, spiegando al taxista che dobbiamo arrivare li entro le 15. Il vecchietto sorride, qui i taxisti sono tutti vecchietti, e si lancia ai 50 all'ora verso il porto, che per altro è abbastanza vicino. Ci troviamo così seduti comodi su un traghetto velocissimo, senza capire bene dove stiamo andando, con Valeria che a poco a poco riesce a decifrare la lista di "accomodation" in giapponese, e incominciamo a renderci conto che siamo diretti a gran velocità verso una specie di Rio Bo giapponese, le casette non avranno i tetti aguzzi ma sono poco più di 3. Speriamo ancora in un "tourist information" o in accoglienza tipo isola greca con i locali che ti offrono pensioncine e similari. Sbarchiamo sotto un sole tropicale su una banchina un po' in disuso dove le poche cose scritte sono giustamente in giapponese. Iniziamo a percorrere il "lungo- mare", non più di 400 metri, e l'unica accomodation che troviamo è una specie di chalet svizzero tutto in legno, carino, con i letti a castello, i servizi in comune e non ha posto. Torniamo all'inizio del paese (400m. indietro) noi e il nostro trolley ormai cotti dal sole, e capitiamo al Sea Dorum. E' una specie di vecchio albergo, a suo tempo anche con qualche pretesa, che ci offre una camera con i servizi, mezza pensione per 3 notti, non di più perché poi arriva una scolaresca (vorrà dire che mercoledì andremo da qualche altra parte). Usciamo a farci un bagno nella spiaggia proprio davanti al "lungomare"; non c'è nessuno in giro ma la spiaggia è bianchissima e il mare un sogno.
L'impatto con l'isoletta non è facilissimo: dopocena cioè intorno alle 19.30 decidiamo di farci un giro nel paese ma ci portiamo come pila la lucetta a led che mi sono comprato per leggere il libro la sera. Perché qui è buio pesto prestissimo, non c'è praticamente illuminazione pubblica nelle 3 viette che compongono il paese. Tutto è in disarmo, sembra un paese con un passato di luogo di villeggiatura terminato 20 0 30 anni fa. La realtà è più complessa, ci sono diving center dappertutto che fanno anche da "accomodation"( non riesco a trovare un altro termine) e danno da dormire e da mangiare ai sub duri-e-puri perché altrimenti sei fregato. C'è in tutto numero 1 bar e numero 1 negozio dove compri dal cottonfioc ai pomodori all' awamori (una grappetta locale che ha molto successo) in un locale grande poco più della nostra cucina. Girarlo di giorno è una desolazione; di sera incute anche un po' di timore (tutto sto buio a qualche migliaio di km da casa a Valeria piace pochissimo).
Il mare però è incantevole, siamo sulla barriera corallina "ruspante" non quella per turisti tipo Sharm ma quella vera e dovunque ti tuffi vedi centinaia di pesci di tutti i colori, senza bisogno di essere un sub provetto. E così ieri un primo bagno nel posto più frequentato, eravamo una dozzina su una spiaggia lunghissima. E oggi quando torniamo al mattino siamo in 4 per poi raggiungere di nuovo la dozzina verso mezzodì. Ma nel pomeriggio andiamo a vedere la spiaggia dove vivono indisturbate le tartarughe marine a 300mt. dal paese, insieme a murene ( che viste a un metro di distanza fanno una certa impressione), serpentelli bianco e neri forse anche un po' pericolosetti e pesci coloratissimi di ogni taglia compresi i "Nemo". Decidiamo di andare a vedere il tramonto sull'altra riva che raggiungiamo in meno di 20 minuti a piedi. E allora facciamo ancora un bagnetto circondati di nuovo da ogni sorta di pesci, dai soliti serpentelli per incontrare i Lion Fish che escono solo al tramonto, ma noi lo sappiamo e li becchiamo facilmente (con un po' di fondello).
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